KasparHauserLast Horror Moviesgrey Puma Pack Black 3 Culotte green

Madre e figlia dialogano tramite webcam. La figlia fa vedere alla madre (e al padre, che si allontanerà presto) la casa in cui risiede nel suo periodo Erasmus a Barcellona. A un certo punto, la luce della casa della figlia si spegne, e riusciamo a vedere poco solo grazie alla luce emessa dallo schermo del computer stesso, in cui si affaccia il volto dell’apprensiva madre.
Basterebbe l’incipit di Erasmus di Pablo Javier Cosco (2016) per scrivere tomi e tomi sul genere found footage e sulla sua rilevanza nell’audiovisivo contemporaneo. Il film immerge immediatamente nella conversazione fra i due personaggi, con dialoghi normali e casuali. Sentiamo bene la voce dei genitori, ma non sentiamo altrettanto bene la voce della figlia, nonostante essa occupi la stra-grande maggioranza dello schermo.

Quando, per pochi secondi, ad occupare la maggior parte dello schermo è la madre, l’audio si capovolge: sentiamo bene la figlia, e meno bene la madre, la cui voce sembra filtrata attraverso un microfono di bassa qualità.

Il messaggio è chiaro: stiamo, alternativamente, passando da uno schermo all’altro, fisicamente da un computer a un altro. Non siamo bloccati nella bidimensionalità dell’immagine del pc; siamo piuttosto in uno strano limbo, visivamente limitato a quei bordi ma acusticamente aperto a una possibilità che sta da qualche parte fra spettatore e immagine, in uno di quegli strati cortocircuitali che caratterizzano l’horror found footage nei suoi esemplari più eclatanti. In questo disaccoppiamento vista-udito, dove si trova lo spettatore? Partecipe agli eventi o distante? Poco importa quanto si muove il computer della figlia; poco importa il realismo dell’evento (particolarmente efficace, invero); poco importa quanto è grezza l’immagine in sé. Ciò che importa, per il discorso sul genere, è proprio questa scissione schizofrenica che ci tiene al di qua e al di là, in costante tensione.

L’operazione di filtro è, nel contingente dell’immagine filmata, sempre improntata alla caccia di un nuovo, fisico, punto di vista. Ma è nella struttura delle immagini che va cercata la risposta, e in questo Erasmus non tradisce mai le aspettative. Ci chiediamo: il montaggio sta avvenendo ad opera di qualcun altro, di un montatore esperto che non fa parte della finzione scenica?, o è un montaggio “diegetico”, creato nella realtà del film? Pochi POV si pongono in maniera urgente questo problema: di certo lo faceva Classroom 6 di Joshua Oppenheimer (2015), e non era affatto scontata la risposta in SkewNight Camicia Down Lee Button Sky qSpOUnxR di Sevé Schelenz (2011). L’immagine found footage è di fatto un mondo di imprevedibili possibilità, uno sguardo anarchico che può dare significato a qualsiasi significante, e renderlo parte integrante dell’opera in quanto significante, per il modo in cui è inquadrato nell’immagine e per il modo in cui è appiattito nella bidimensionalità delle figure cinematiche.

Non è difficile fare uno sforzo, mentre si guarda Spring Breakers, per scordarsi l’operazione di montaggio in quanto tale, ma rifletterla nel suo senso primario: l’ordine finzionale in cui si guardano le cose può essere significativo senza essere necessariamente parte della trama.

La predilezione per il piano-sequenza in Bling Ring, d’altro canto, motiverebbe ancor di più un’interpretazione analitica di quanto narrato, se non fosse che proprio quell’approccio ci proibisce di assumere qualsiasi tipo di giudizio etico sul mostrato, quantomeno direttamente desumibile da una gerarchia dell’immagine, o dal montato in sé. Siamo tenuti al nostro posto.

In Mektoub, My Love di Abdellatif Kechiche (2017), la lunghissima sequenza di ballo del pre-finale è filtrata, pur se non esplicitamente nell’economia finzionale dell’opera, dallo sguardo attivo e partecipante di Amin, che dà ritmo all’immagine e la contestualizza. Siamo ancora più in trappola, niente verrà negato al nostro sguardo fintantoché è desiderio diretto di Amin.

Così, in Erasmus, il mondo è tutto in quel montaggio, nella combinazione di immagini che dànno ritmo alla percezione spettatoriale e ne cercano una sintesi efficace per dare uno spaccato (pur sempre percettivo) del mondo. E non stupisca troppo il parallelo con Bling Ring: il film di Sofia Coppola inizia proprio con il confronto fra una ripresa di finzione Elegante Camicia White Sisley Slim Fit wBRxZqaFtout court e la ripresa di una camera di videosorveglianza mostrata prima diegeticamente e poi come fonte dell’immagine; e il fatto che il film sia tratto da una storia vera non è, per una volta, motivo di pretesto, ma motivazione esiziale dell’approccio coppoliano. La realtà è il modo in cui percepiamo le cose, e neanche una ripresa casuale (di una camera di videosorveglianza) può risolvere il conflitto fra realtà e ricostruzione, fra verità e sua trasfigurazione. Non ha più importanza che ciò che si vede sembri reale; ciò che importa è che discuta con il reale, si interroghi su cosa sia e se se ne possa fare testimonianza.

Proprio per questo Erasmus dopo 45 minuti circa deraglia in quello che denomineremo horror della possibilità. I giovani fino a quel momento sopravvissuti entrano in una casa in cui pensano di trovare una loro amica dispersa, che tramite il cellulare avrebbe loro segnalato la sua posizione. Dentro la casa, niente ha forma reale, come in un’ideale controparte assoluta della fiumana logorroica di mother! di Darren Aronofsky (2017). Questa volta, ad annullarsi gradualmente è l’immagine stessa, che nega sempre di più spiegazioni, si accontenta della torcia della videocamera, e non permette ai personaggi di vedere altro se non, fisicamente, quello che vediamo noi. Il buio, l’invisibile-in-campo, sono l’assunto teorico che riduce lo sguardo fisico umano, aperto normalmente su 180° almeno del reale, al bordo dello schermo; il resto è solo buio e rumore. A questo destino sono relegati molti degli sfortunati protagonisti degli horror found footage, da The Blair Witch Project fino a questo Erasmus che porta alle estreme conseguenze l’esperienza found-footagegreen Black Culotte grey Pack 3 Puma, sbrogliando la matassa di dubbi nata sull’origine del montaggio filmico con una sequenza pre-finale affacciata sul totale nero: come nel finale di Nymph()maniac vol. II (2014), non c’è più niente da vedere, niente può più essere visto, se non quello che vuole qualcun altro, vuole un’altra mente, vuole il Caronte che ci traghetta nel limbo percettivo fra il qui e il lì, tra il reale mostrato e il reale vissuto. Quello che in Classroom 6 era un vero fantasma e in SkewSargasso amp; Jack Langarm Sea Camicia Jones 4AWx4 era l’immagine stessa, in Erasmus è un componente diretto della diegesi, dunque un nuovo cortocircuito finzionale che non concede possibilità e via di scampo.

Skew di Sevé Schelenz. USA 2011

 

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